lunedì 12 febbraio 2007

ANDARE CAMMINARE LAVORARE


ANDARE CAMMINARE LAVORARE (Ciampi - Marchetti - Pavone)
PIERO CIAMPI


Andare camminare lavorare, andare a spada tratta,
banda di timidi, di incoscenti, di indebitati, di disperati.
Niente scoramenti, andiamo, andiamo a lavorare,
andare camminare lavorare, il vino contro il petrolio,
grande vittoria, grande vittoria, grandissima vittoria.
Andare camminare lavorare, il meridione rugge,
il nord non ha salite, niente paura, di qua c'è la discesa,
andare camminare lavorare, rapide fughe rapide
fughe rapide fughe.

Andare camminare lavorare
i prepotenti tutti chiusi a chiave
i cani con i cani nei canili
le rose sui balconi
i gatti nei cortili
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

E che cos'è questo fuoco? pompieri, pompieri, voi che siete
seri, puntuali, spegnete questi incendi nei conventi,
nelle anime, nelle banche. Andare camminare lavora-
re, queste cassaforti che infernale invenzione, viva la
ricchezza mobile, andare camminare lavorare,
andare camminare lavorare. Lavorare, lavorare!

Andare camminare lavorare
il passato nel cassetto chiuso a chiave
il futuro al Totocalcio per sperare
il presente per amare
non è il caso di scappare
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

Nutriamo il lavoro, alé! gli agnelli a pascolare con le
capre fra i nitriti dei cavalli, questi rumorosi...
vigilati tutti da truppe di pastori, andare camminare lavorare.
Niente paura, azzurri, azzurri, attaccare attaccare,
attaccatevi a calci nel sedere, la domenica tutti sul Pordoi a
pedalare. Lavorare pedalare lavorare, con i contanti
nell'osteria, con i contanti, con tanti tanti tanti tanti
auguri agli sposi!
Andare camminare lavorare, la Penisola in automobile, tutti in automobile al matrimonio,alé! la Penisola al volante, questa bella penisola è
diventata un volante. Andare camminare lavorare...

mercoledì 7 febbraio 2007

AN AMERICAN PRAYER: IORIO NEGLI USA



Svolta per il politico isernino: a Washington con i conservatori evangelici
Che cos’è il National Prayer Breakfast a cui ha partecipato il presidente della Regione Molise secondo la stampa internazionale
di Maurizio Oriunno
dal quotidiano Primo Piano Molise

Il viaggio di “preghiera” da parte del Presidente della Regione Molise, Michele Iorio, nella capitale degli Stati Uniti d’America per partecipare al 55° incontro annuale del National Prayer Breakfast, è stato fonte di curiosità nell’opinione pubblica molisana. E’ ormai convinzione comune, infatti, affermare l’inutilità di queste visite: quasi tutti gli amministratori (di qualsiasi appartenenza) in pubblico o in privato sono stati additati, in genere, di spendere risorse pubbliche per costosi viaggi che nulla, o quasi, hanno portato storicamente alla nostra regione. Ma non è così.

Nel comunicato stampa inviato a tutte le redazioni molisane, il Presidente Iorio ha precisato che la sua partecipazione è avvenuta su invito del Congresso degli Stati Uniti d’America e che l’occasione “rappresenta per gli Stati Uniti, e per le sue massime Istituzioni, un alto momento di preghiera comune per il futuro dell’Unione e dei suoi cittadini.”

In effetti l’incontro di preghiera raduna ogni anno importanti esponenti politici, militari e businessmen di tutto il Pianeta: evangelici, cristiani, buddisti, ebrei, l’importante è pregare tutti insieme.

Questo tipo di manifestazioni non hanno eco in Europa: la cultura americana esportata nel mondo - film, serial televisivi e canzoni - è laica, consumista, edonista, ogni tanto guarda nel soprannaturale. D'altronde, per la strada, la fede è altrettanto discreta: a differenza delle chiese monumentali dell’Europa, negli States dominano i grattacieli di grandi corporations, centri finanziari, e non cattedrali o duomi.

Questi incontri si collocano in una America che, finita la Guerra Fredda e dopo l’11 settembre, è diventata preda di correnti di pensiero che, soprattutto attraverso i messaggi veicolati dai telepredicatori ultraconservatori, hanno fatto presa in vaste porzioni dell’elettorato statunitense. Del resto l’intensa vocazione religiosa risale a quei Padri Pellegrini della Mayflower che qui erano sbarcati nel 1620 per poter esercitare in pace il proprio integralismo puritano.

Secondo i sondaggi Gallup, il 48% degli americani crede nel creazionismo (cioè che la Bibbia dica la verità in senso letterale e che la terra è stata creata solo 6.000 anni fa) e solo il 28% nell'evoluzione (gli altri non sono sicuri o pendono per il creazionismo). Quando George W. Bush dice (come già Ronald Reagan), di non essere ancora convinto dall'evoluzione, rispecchia un'opinione diffusa negli Usa e non solo l'eccentricità di una banda di sciroccati. Sempre secondo Gallup, il 42% degli americani si definisce evangelico, cioè cristiano intento a evangelizzare gli altri, o born again, «rinato», ha cioè conosciuto una rinascita interiore attraverso l'esperienza diretta di Dio.

Ma ritorniamo alla visita del Presidente Iorio per la 55° edizione del National Prayer Breakfast: secondo il giornalista de Il Manifesto Marco D’Eramo “Tutto ha inizio nel 1953 quando una organizzazione fondamentalista protestante nota come “La Famiglia”, iniziava - attraverso la sua Fellowship Foundation - la tradizione dell'annuale National Prayer Breakfast, sponsorizzato dal Congresso, diventando un'istituzione nazionale, con 3.000 ospiti da tutto il mondo (al prezzo di 425 dollari a persona), e a cui ogni presidente ha partecipato almeno una volta nel suo mandato. Ma la Fellowship, di cui fanno parte almeno otto senatori e sei deputati, nel corso della guerra fredda ha fatto ben altro. Negli anni ‘80 ha organizzato incontri a Washington tra il governo Usa e l'ex generale salvadoregno Carlo Eugenio Vides Casanova, invitato nel 1984 a un Prayer Breakfast e condannato nel giugno del 2004 da un tribunale della Florida per la tortura di migliaia di cittadini negli anni ‘80. In quell'occasione fu invitato anche il generale honduregno Gustavo Alvarez Martinez, collegato alla Cia e a squadroni della morte, che più tardi divenne un missionario evangelico prima di essere assassinato nel 1989.”

Wayne Madsen (www.waynemadsenreport.com), importante giornalista investigativo, oltre che columnist e autore di diverse pubblicazioni negli States (è stato ufficiale della Marina assegnato alla Cia durante il governo Reagan), nel febbraio 2005, in occasione del 53° meeting di Washington, scriveva “migliaia di politici, uomini d’affari e figure religiose sono stati ospitati al Washington Hilton Hotel per il 53° National Prayer Breakfast. Durante tutti questi anni, molti ospiti hanno creduto erroneamente che l’evento sia stato sponsorizzato dalla Casa Bianca. In realtà “la colazione” è stata organizzata all’ombra della potente Fellowship Foundation, una organizzazione che è stata fondata da esponenti americani favorevoli al nazismo prima della Seconda Guerra Mondiale. La “Fratellanza” è un gruppo transnazionale che ha i suoi tentacoli nei governi e nella multinazionali di tutto il mondo. Il suo potere internazionale viene dimostrato dai leader mondiali che annualmente si radunano per pregare con il Presidente degli Stati Uniti.” Sul sito internet del giornalista c’è una lunga inchiesta storica sulle origini della Fellowship Foundation che egli definisce “The Christian Mafia”.

In questo quadro si colloca, comunque, l’inchiesta del maggio del 2005 da parte del Time Magazine che, partendo dalle abitudini religiose di George W. Bush (ogni mattina nella Casa Bianca pare ci siano collettive sedute mattutine di preghiera), stila un ritratto dei 25 più influenti leader evangelici d’America: quelli, in pratica, che riuniscono il pensiero reazionario e conservatore presente largamente nel potere economico, politico, militare e religioso degli Stati Uniti d’America. Ma su questo fenomeno, tutto americano, aveva indagato anche il magazine del New York Times di domenica 31 ottobre 2004, con una inchiesta dedicata alla fede esercitata sul luogo di lavoro, al banchiere evangelico che prega con il cliente che gli va a chiedere un mutuo, alle associazioni di imprenditori che si riuniscono per esercizi spirituali. Sono ormai migliaia le imprese in cui si prega, in fabbrica o in ufficio, in cui - secondo l'espressione dell'American Chamber of Christian in Business - «Gesù siede nel consiglio di amministrazione».

Tra i venticinque leader evangelici indicati dal Time Magazine c’è Douglas Coe, storico esponente e fondatore della Fellowship Foundation, definito “The Stealth Persuader”, il “persuasore furtivo”. Nell’articolo del Time Magazine si legge testualmente: “Molte persone credono che il Congresso sia l’ospite del National Prayer Breakfast, che si tiene a Washington in questa settimana. Non è così. Il breakfast è organizzato da 33 membri del Congresso che appartengono al ben connesso ma riservato gruppo cristiano chiamato “Fellowship Foundation”, che è guidato da Douglas Coe. Coe, 76 anni, è noto come “il furtivo Billy Graham” (Il padre del moderno integralismo che alla fine degli anni ‘40 lanciò le sue «crociate» in varie città degli Stati uniti, divenendo famoso grazie all'enorme battage che ne fecero i giornali del magnate Randolph Hearst. La sua Evangelical Foreign Missions Association fu un efficace strumento di guerra fredda. Graham fondò il maggior periodico evangelico, Christianity Today, le Urban Missionary Conferences, e fu poi uno dei più intimi confidenti del presidente Richard Nixon. n.d.a). Douglas Coe è specializzato nelle lotte spirituali dei potenti. Molti membri del Congresso vivono in camere affittate in palazzi della Capitale posseduti da una fondazione affiliata alla “Fratellanza”. Coe e i suoi associati qualche volta viaggiano insieme a membri del Congresso in missioni estere e – come dimostrano le inchieste del Los Angeles Times e di Harper’s – hanno giocato un ruolo non visibile in alcuni fatti diplomatici come gli accordi di Camp David nel 1976. Tuttora Coe – scrive il Time Magazine - favorisce i dittatori: “Egli infonde una speranza di redenzione nei suoi ospiti e cerca di lavorare attraverso essi per aiutare le popolazioni su cui questi governano” afferma Richard Carter, presidente della segreteria della Fellowship. Alcuni evangelici sono scettici e criticano Coe per le alleanza indiscriminate e il suo gioco sotterraneo riguardante la natura divina di Gesù in favore dei suoi insegnamenti terreni – che permettono a Coe di pregare con i leader musulmani e buddisti. Ma in pochi respingono l’opportunità di parlare con lui.”

Insomma, la visita negli States del Presidente Iorio (all’incontro di Washington era presente anche il senatore dell’UDC Luca Marconi, ex Direttore dell'Associazione Rinnovamento nello Spirito Santo, associazione che, in occasione della XXIV Conferenza Animatori del RnS del 2000 si definisce “Corrente di grazia, movimento ecclesiale, associazione privata di fedeli), appare non facilmente leggibile e ricca di spunti che andrebbero approfondit.

E’ pur vero, però, vero che lo stesso Iorio, nei giorni antecedenti alla giornata di preghiera, ha dichiarato di aver avuto una serie di incontri istituzionali con vari esponenti del Governo degli Stati Uniti per discutere di progetti di cooperazione e interscambio nei campi della cultura, della formazione universitaria, dell’innovazione tecnologica, della ricerca scientifica, del commercio e della produzione.

Nulla di male, quindi, per la sua partecipazione all’incontro di preghiera di Washington. Anche una rockstar come Bono degli U2, lo scorso anno, è stato presente ai lavori per chiedere maggiori aiuti per l’Africa. Nel suo intervento di presentazione ha detto: “Vi state domandando, come io mi sto domandando, di cosa sto facendo qui, ad una colazione di preghiera. Bene, non sono certamente qui come un uomo benvestito, a meno che quel panno sia pelle. Non è certamente perché sono una stella del rock. Questo lascia una spiegazione possibile: sono qui perché ho un complesso messianico. Si è vero. Per chi mi conosce è una dura rivelazione. Bene, sono il primo ad ammettere che qui c’è qualcosa di strano, di innaturale…una rockstar che monta sul pulpito e predica ai presidenti. Sapete, c’è una cosa che amo di questo Paese ed è la separazione tra Stato e Chiesa. Anche se devo dire che invitandomi qui, Stato e Chiesa sono stati separati da qualcos'altro completamente: la loro mente.” Non resta che sperare che il complesso messianico di Bono non si sia trasferito nel Presidente della Giunta Regionale. Al suo ritorno l’attende la difficile operazione di riforma del Sistema Sanitario Regionale, con la riformulazione del Piano Sanitario Regionale, alla luce di quanto scritto nella Finanziaria. Ci saranno decine di posti letto da chiudere o da riprogrammare e da abbassare i costi del personale per il prossimo triennio dell’1,4% rispetto al 2004. L’operazione non è per nulla semplice. Probabilmente la giornata di preghiera americana servirà a trovare la giusta concentrazione per la difficile operazione politico e finanziaria per la sanità regionale. Un tempo, però, bastava una gita al santuario di Castelpetroso o tre giorni di riflessione nell’abbazia di Sepino. Purtroppo oggi Dio si è trasferito in America.

martedì 6 febbraio 2007

UNA MOSCA A CAMPOMARINO



Come il Molise è entrato nel traffico dei rifiuti tossici del Sistema
di Maurizio Oriunno
dal quotidiano La Gazzetta del Molise

Prologo
Alcune nobili correnti di pensiero affermano, soprattutto dopo la tumultuosa epoca di Tangentopoli, che la politica dovrebbe intervenire prima della giustizia, nella difesa dei valori e dell’etica, quando il tessuto di un territorio viene attaccato dal malaffare. In questo senso si colloca la vicenda che ha coinvolto nel marzo 2004 il comune di Campomarino, quando tonnellate di rifiuti tossici provenienti dal Piemonte, dal Veneto, dalla Toscana, dal Lazio, dalla Puglia e dalla Campania furono scoperte dai Ros e dal Noe dei Carabinieri nel corso dell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Larino denominata “Mosca” in un’area a ridosso del mare, accanto a terreni coltivati.
Sette gli arrestati tra i quali tre molisani, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla gestione ed al traffico di rifiuti pericolosi, con altre quattordici persone indagate.
Il risultato dell’inchiesta condotta dai militi (duemila tonnellate di rifiuti tossici smaltiti illegalmente, tra i quali ben centoventi tonnellate di rifiuti speciali e trecentoventi tonnellate di manto stradale rimosso, con una altissima densità di catrame) portò all’accertamento dell’inquinamento con arsenico, piombo, rame e cromo esavalente di un terreno coltivata a frumento, il cui prodotto, già raccolto e per fortuna del tutto sequestrato, stava per essere immesso sul mercato, oltre al sequestro di un capannone industriale sito nel territorio di Campomarino.

La politica
Subito dopo, con una interrogazione urgente al Presidente della Giunta Regionale del Molise, i consiglieri regionali Di Sabato (PRC) e D’Ascanio (DS) tornarono sulla vicenda. Chiesero, invano, l’istituzione di una Commissione speciale d'inchiesta per fare luce su tutti i fatti relativi alla presenza in regione di una grande massa di rifiuti tossici e radioattivi che, si legge nel documento “determini le varie responsabilità e che, a tal modo, che limiti l'attacco alla salute dei cittadini molisani e dell'intero ambiente regionale e che favorisca la scelta di porre fine ad ogni attenzione dell'ecomafia verso il territorio del Molise.”
L’interrogazione non venne mai portata all’attenzione del Consiglio Regionale del Molise né mai venne fornita una risposta alla stessa.
Anche l’attenzione della stampa locale vede scemare l’interesse sull’inchiesta. Così, infatti, la giornalista di Primo Numero (brillante sito informativo sul Basso Molise), Monica Vignale (oggi collaboratrice del settimanale Panorama) scriveva: “I partiti e addirittura i politici più rappresentativi hanno fatto eco alle richieste degli ambientalisti e dei consumatori (che tra l’altro hanno deciso di costituirsi parte civile in un eventuale processo penale e civile) intasando le redazioni giornalistiche di comunicati stampa e presentando ordini del giorno sulla questione uno più urgente dell’altro.” Eppure il portale informativo termolese era stato quello più sensibile e che meglio si era dedicato all’inchiesta.


Gomorra
L’Operazione Mosca, però, oggi è terribilmente ancora attuale. Novembre 2006. Esce il libro scandalo di Roberto Saviano “Gomorra - Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra”, edito da Mondadori. Lo scrittore napoletano viene messo sotto scorta perché soggetto di numerose minacce.
Nel suo ultimo capitolo “Terra dei Fuochi”, il libro di Saviano traccia l’inquietante profilo del business legato al traffico di rifiuti, che si insinua anche nel debole Molise: “Il sud è capolinea di tutti gli scarti tossici, i rimasugli inutili, la feccia della produzione. Se i rifiuti sfuggiti al controllo ufficiale – secondo una stima di Legambiente – fossero accorpati in un’unica soluzione, nel loro complesso diverrebbero una catena montuosa da quattordici milioni di tonnellate: praticamente come una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari. Il Monte Bianco è alto 4.810 metri, l’Everest 8.844. Questa montagna di rifiuti, sfuggiti ai registri ufficiali, sarebbe la più grande montagna esistente sulla terra. È così che ho immaginato il DNA dell’economia, le sue operazioni commerciali, le sottrazioni e le somme dei commercialisti, i dividendi dei profitti: come questa enorme montagna. Una catena montuosa enorme che – come fosse stata fatta esplodere – si è dispersa per la parte maggiore nel sud Italia, nelle prime quattro regioni con il più alto numero di reati ambientali: Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Lo stesso elenco di quando si parla dei territori con i maggiori sodalizi criminali, con il maggior tasso di disoccupazione e con la partecipazione più alta ai concorsi per volontari nell’esercito e nelle forze di polizia. Un elenco sempre uguale, perenne, immutabile”.
Lo scenario è infernale, secondo quanto scritto da Saviano. Anche il Molise ne esce toccato profondamente: “Un ruolo rilevante, nella geografia dei trafici illeciti, viene svolto dalla Toscana, la regione più ambientalista d’Italia. Qui si concentrano diverse filiere dei traffici illegali, dalla produzione all’intermediazione, tutte emerse in almeno tre inchieste: l’operazione “Re Mida”, l’operazione “Mosca” e quella denominata “Agricoltura biologica” del 2004.
Dalla Toscana non arrivano solo ingenti quantitativi di rifiuti gestiti illegalmente. La regione diviene una vera e propria base operativa fondamentale per tutta una serie di soggetti impegnati in queste attività criminali: dagli stakeholder ai chimici conniventi, sino ai proprietari dei siti di compostaggio che permettono di fare le miscele. Ma il territorio del riciclaggio dei rifiuti tossici sta aumentando i suoi perimetri. Altre inchieste hanno rivelato il coinvolgimento di regioni che sembravano immuni, come l’Umbria e il Molise. Qui, grazie all’operazione “Mosca”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Larino nel 2004, è emerso lo smaltimento illecito di centoventi tonnellate di rifiuti speciali provenienti da industrie metallurgiche e siderurgiche. I clan erano riusciti a triturare trecentoventi tonnellate di manto stradale dismesso ad altissima densità catramosa, e avevano individuato un sito di compostaggio disponibile a mischiarlo a terra, e quindi occultarlo nelle campagne umbre. Il riciclo arriva a metamorfosi capaci di guadagnare esponenzialmente a ogni singolo passaggio. Non bastava nascondere i rifiuti tossici, ma si poteva trasformarli in fertilizzanti, ricevendo quindi danaro per vendere i veleni. Quattro ettari di terreno a ridosso del litorale molisano furono coltivati con concime ricavato dai rifiuti delle concerie. Vennero rinvenute nove tonnellate di grano contenenti un’elevatissima concentrazione di cromo. I trafficanti avevano scelto il litorale molisano – nel tratto da Termoli a Campomarino – per smaltire abusivamente rifiuti speciali e pericolosi provenienti da diverse aziende del nord Italia.”


Inchiesta top secret
L’attualità dell’argomento è rappresentato, tuttavia, dalla mancanza di notizie riguardante l’urgente bonifica dell’area compromessa dai veleni contenuti dai rifiuti. Il lavoro della Magistratura non è ancora terminato, del resto. La Procura di Larino è al lavoro per definire le responsabilità dell’organizzazione criminale con ramificazioni su tutto il territorio italiano ma anche nella comunità arbreshe molisana.
E’ proprio l’assessore all’ambiente del Comune di Campomarino, Nicola Occhionero, a confermare la mancata bonifica dell’area. “Il Gup – afferma Occhionero – ha vietato l’accesso all’area perché ancora oggetto dell’inchiesta. Da parte nostra come Comune siamo parte lesa e ci auguriamo che la questione vanga risolta al più presto, affinché si possa cominciare l’opera di bonifica che non sarà facile e impegnerà notevoli risorse economiche. Immagino che vi possa essere un anticipo di risorse da parte del Ministero. Da parte della Regione Molise abbiamo avuto la massima disponibilità, restiamo quindi a disposizione delle decisioni del Magistrato.”
Ma Campomarino è stata oggetto, nell’ultimo periodo, di una serie impressionante (ben 18) di incendi dei cassonetti dei rifiuti. Un record il cui numero, però, non sembra essere soltanto frutto di atti vandalici. “Sono fatti anomali – sostiene Occhionero – che abbiamo denunciato ai carabinieri.”

La politica assente
Ma ritorniamo alla politica, dopo i doverosi approfondimenti sulla cronaca. Perché nel frattempo accade una cosa molto strana. Esiste una Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, composta da senatori e deputati che, fino al febbraio 2006, ha lavorato incessantemente, attraverso l’audizione continua di amministratori, pubblici ministeri, esponenti delle forze dell’ordine, sindacati ed imprenditori. L’attività della commissione cessa prima delle elezioni che portano alla vittoria del centrosinistra guidato da Prodi. Da quanto si evince dai verbali della Commissione (almeno quelli non secretati e disponibili facilmente sulla rete internet) non vi sono state audizioni riguardanti i fatti molisani.
La prima seduta della Commissione nella XV legislatura del Parlamento è riferita al 26 novembre 2006. Il primo punto all’ordine del giorno vede l’elezione del Presidente, dei Vice Presidenti e dei Segretari. Sono passati ben nove mesi di completo silenzio e di inattività per un organo di controllo che dovrebbe consentire di approfondire le conoscenze di quello che viene definito dalla stampa il business del nuovo secolo. Immobilismo o scarso interesse per la materia? Suo malgrado la seconda convocazione della Commissione d’Inchiesta si è svolta il 18 gennaio scorso, nella quale è stata approvata la proposta di Regolamento interno della Commissione. Una seduta d’attesa che, di fatto, ribadisce una fase di evidente stanca per le importanti attività della Commissione.

Segnali
Se nessuno (o quasi) ha sentito il dovere di aprire un dibattito dopo i fatti di Campomarino (potrebbero esserci altre Campomarino nel Molise?), un primo segnale è arrivato da Giuseppe Astore, deputato molisano dell’Italia dei Valori che, dopo la prima riunione della Commissione Parlamentare Antimafia, ha lanciato un primo segnale chiedendo al presidente Forgione “un impegno forte delle istituzioni per arginare i prodromi della criminalità organizzata nei territori ritenuti fino ad oggi immuni dal fenomeno. Penso, ad esempio all’Abruzzo ed al Molise, dove il lavoro delle Dda ha acceso la spia severissima e reale che i tentacoli del malaffare si sono estesi anche oltre le Regioni tradizionalmente famose”. Una dichiarazione meno conciliante rispetto alle prime dichiarazioni auliche del nuovo prefetto di Isernia, Ennio Blasco che, insediato da pochi giorni in una prefettura a rischio taglio della Finanziaria ed esposta, per posizione geografica, alle terre intossicate dalla camorra da qualche decina di anni, ha dichiarato che “Tra le mie priorità c'e' quella di mantenere integra la provincia di Isernia, conservandola sana proprio come era 30 anni fa”.
Parole che potrebbero risultare ingenue, pronunicate tra l’altro da chi è stato commissario prefettizio di Torre del Greco (comune sciolto per infiltrazioni della camorra) e che è stato testimone oculare dell’emergenza rifiuti, arrivando a predisporre la chiusura delle aree di stoccaggio provvisorio nelle ex cave di viale Europa nel comune campano per ragioni di carattere sanitario, a seguito di forti proteste da parte dei residenti.